Porta a Porta

Nome del programma                 Porta a Porta
Anno di trasmissione                  dal 1996 ad oggi
Rete                                                Rai Uno
Studio                                             Salotto
Periodicità                                     Quotidiana
Pubblico                                         Presente
Conduzione                                   Bruno Vespa, giornalista
Genere di talk show                     Ibrido
Data della puntata
                       8 maggio 2001

Descrizione del format

Porta a Porta nasce il 22 gennaio 1996. L’obiettivo del programma è portare il talk show su Rai Uno e di spiegare “con il linguaggio dell’uomo della strada i fatti e i protagonisti della politica e dell’attualità”. La formula di Porta a Porta è il talk politico impuro, cioè un programma non dedicato esclusivamente alla politica, che affronta anche temi relativi alla cronaca, al costume, allo spettacolo. Il patto comunicativo e dunque i ruoli, le dinamiche e i registri verbali che sottostanno a Porta a Porta sono mutuati dallo spettacolo. La sigla, il maggiordomo, le porte dalle quali entrano gli ospiti al suono del campanello, sottolineano e ribadiscono la dimensione intrattenitiva.

Le principali competenze richieste ai politici, al pari di tutti gli altri ospiti, sono in campo televisivo, con il rispetto dei suoi codici di comportamento, regole e tempi. Già dalle prime puntate Porta a Porta si segnala per precise scelte anche per quanto riguarda il registro giornalistico adottato dal conduttore, il cui stile comunicativo, insieme alla scenografia, suggerisce un nuovo modello relazionale fra la televisione e la politica, non più fondato sulla contrapposizione o la competizione, che hanno segnato il decennio precedente, ma sulla cooperazione. La seconda Repubblica richiede un nuovo modello di racconto del dibattito pubblico e l’aggiornamento della sua messa in scena.

Non più conflitti, litigi, piazze rumoreggianti e un pubblico che contesta, bensì un garbato e tranquillo salotto televisivo nel quale gli ospiti politici si trovano a loro agio in compagnia di attori, soubrette, giornalisti. Nel corso degli suoi oltre vent’anni Porta a Porta si è affermato quale il più longevo e il principale talk-show politico della televisione italiana per quanto riguarda gli ascolti nonché, nella definizione di Giulio Andreotti, come la terza camera del Parlamento, per l’importanza assunta nel dibattito politico.

Descrizione della puntata

Nonostante le centinaia le puntate di Porta a Porta andate in onda negli ultimi 20 anni, è quella dell’8 maggio 2001 ad essere tutt’ora la più rappresentativa dello spirito e della funzione politica svolta dal programma. La puntata inizia con le note della celebre colonna sonora di Via col vento e di Silvio Berlusconi già seduto in penombra con in mano un grande foglio, del quale annuncia di aver già parlato con il pubblico in studio. E’ il Contratto con gli italiani per le imminenti elezioni politiche, firmato in diretta da Berlusconi sulla famosa scrivania di ciliegio che Vespa, che finge di mostrarsi sorpreso, chiede di portare in studio per l’occasione. Nella prima parte della puntata Berlusconi risponde alle domande dei giornalisti Ernesto Auci direttore del Sole 24 Ore e di Paolo Graldi direttore de Il Messaggero. Nella seconda parte della puntata Berlusconi legge e firma il contratto. Il tutto dura pochi minuti ma diventa uno dei momenti centrali dell’intera campagna elettorale e della telepolitica italiana. La puntata viene accusata di essere un gigantesco spot a favore di Berlusconi e Vespa di aver totalmente rinunciato al ruolo di giornalista a favore di quello del padrone di casa.